sabato, maggio 20, 2017

LA MAFIA DEL CALCIO CHE HA PRESO IL SOPRAVVENTO DOPO L'ALLONTANAMENTO (dello stalliere che controllava i ladri!) DI CHI PRIMA LI CONTROLLAVA (moggi & giraudo!), ORDINAVA: BASTA SOLDI ALLA JUVENTUS!

I BANDITI PROTETTI DAL SISTEMA MAFIOSO, SI DIVIDONO LA TORTA!


L’ordine della Lega calcio era chiaro: salvare il soldato Riccardo Silva. A ogni costo. Anche se “ha pisciato fuori dal vaso” come dice l’ex direttore generale di Infront, Giuseppe Ciocchetti. 

Dalle indagini della Guardia di Finanza sulla lobby del pallone emergono altri dettagli inquietanti come quello che riguarda la cessione dei diritti tv per i siti di scommesse online: un prodotto che la Serie A non aveva commercializzato, ma che Silva aveva comunque ceduto. Con il benestare dell’advisor Infront. 

A dimostrazione che la massimizzazione del ritorno per le squadre italiane non è mai stato il vero obiettivo dei consulenti della Serie A. Per gli imprenditori era importante guadagnare il più possibile, anche a costo di non seguire le regole del gioco. 

“I soldi alla Lega sono sprecati” dice nelle intercettazioni l’avvocato di Infront, Antonio D’Addio secondo cui darli alla Juve sarebbe ancora peggio, meglio quindi “spenderli con Infront” che – almeno in teoria – dovrebbe aiutare il calcio a crescere e guadagnare di più.

Per questo quando all’inizio del 2015 la Juventus chiede conto della vendita da parte di Silva di un diritto sul quale non ha titolo, l’ordine impartito da Bruno Ghirardi, avvocato della Lega di Serie A, non lascia spazio ad alcun dubbio: “Se Riccardo ha fatto così bisogna coprirlo” dice all’ex direttore generale di Infront. 

D’altra parte Silva, grazie alla liquidità accumulata all’estero, teneva in piedi diverse squadre nell’orbita Infront garantendo quando necessario iniezioni di capitale per coprire i buchi di bilancio, come nel caso eclatante del Genoa di Enrico Preziosi. 

La difesa del soldato Silva è quindi fondamentale per non far crollare il castello costruito dalla lobby di Galliani-Bogarelli: sulla vendita dei diritti per le scommesse “temo che la Juve abbia ragione – scrive Ghirardi a Ciocchetti – se mi chiami concordiamo come gestirla perché ci vuole molta testa”.  

Tramite il suo avvocato Sergio Spagnolo, però, Silva respinge ogni accusa ritenendole insussistenti e confida in una rapida richiesta di archiviazione dell’indagine a suo carico.

Il problema scoppia dopo l’inizio del campionato 2014-2015, quando la Juventus inizia a protestare perché su internet una serie di siti per le scommesse online utilizzano i diritti della Serie A senza averne il diritto. A confezionare le immagini del campionato italiano è l’inglese Perform che ha acquistato da Silva i diritti che lui ha comprato dalla Lega. 

L’accordo tra Silva e Perform risale al triennio 2012-2015 e lo stesso imprenditore al telefono con Ciocchetti ammette che “la Serie A in teoria non ci sarebbe, ma non c’era scritto che è esclusa”. 

In sostanza, facendo finta di nulla, Silva vendeva all’estero anche diritti di cui non era titolare: “In questi tre anni – dice – quando ci sono stati un paio di episodi del genere (di società che si lamentavano o chiedevano lumi, ndrpraticamente avevo sospeso per un mesetto, poi si erano placate le acque e avevo ripreso. E su questo Perform e i suoi clienti sono tranquilli”. 

Come a dire che tutte le parti coinvolte fossero consapevoli di muoversi lungo un campo minato.O quanto meno ai limiti della legittimità.Mettere a punto la difesa di Silva è quindi cruciale per difendere l’intero sistema di potere creatosi all’interno della Lega. 

Da parte sua Silva vorrebbe presentarsi al comitato diritti tv del 24 marzo 2015 dicendo che “probabilmente ci sono stati forse dei test e dentro potrebbe essere finita qualche immagine della Serie A”, nell’attesa che la stessa Lega decidesse poi di autorizzare la commercializzazione di quegli stessi diritti. Cosa che poi per l’estero avviene con il bando di gara 2015-2018 e lo stesso Silva dice: “Tra qualche mesi ce li avrò”. 

L’avvocato della Lega, però, è di parere diverso e insiste sul fatto che Silva abbia venduto qualcosa che non aveva, quindi dovrà dire che “non ha venduto niente” facendo ricadere le colpe su Perform e spiegando che “quando la Lega me l’ha detto, io sono immediatamente intervenuto”. 

Insomma anche il legale che avrebbe dovuto garantire l’interesse della Serie A, mostra più preoccupazione nel proteggere Silva che i suoi clienti.

Sul fatto che si tratti, ancora una volta, di difendere l’indifendibile ne è consapevole anche l’avvocato di Infront, Antonio D’Addio, secondo cui sarà difficile avere “una linea comune intelligente”, perché tra l’altro “conoscendo la vera verità faccio anche più fatica”. 

Ovviamente grazie al controllo che Marco Bogarelli esercitava sulla Lega attraverso Adriano Galliani, il soldato Silva è salvo anche perché è proprio Bogarelli a dirgli quale dovrà essere la sua difesa: “Può darsi che qualche test sia stato fatto, ma è anche quello che mi ha permesso di fare un’offerta da 200 milioni”

A completare il quadro, poi, a novembre del 2015, un anno dopo l’assegnazione dei diritti tv dove fu volutamente favorita Mediaset ai danni di Sky, vennero messi a trattativa privata le trasmissioni per i siti di scommesse online in Italia: tra gli aggiudicatari ci fu proprio la Perform che adesso li distribuisce su tutto il nostro territorio. A danno delle televisioni e dei loro abbonati.

venerdì, maggio 19, 2017

ANDREA AGNELLI-JUVENTUS AUGURI DI BUON ANNIVERSARIO

CON ANDREA, LA DINASTIA AGNELLI-JUVENTUS VERSO LA LEGGENDA!
Il 19 maggio 2010 Andrea Agnelli diventava Presidente della Juventus.
Il 19 Maggio 2017 la Storia ci consegna l'impressionante numero di Trofei Vinti nei suoi 7 anni di Presidente
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Questo 7ennio iniziava in una societa' in dissesto, che aveva difficolta' ad emergere dopo il ritorno dalla Serie B e il corposo debito finanziario. Di conseguenza una squadra mediocre, tenuta su dai grandi giocatori che avevano scelto di seguirla nella divisione cadetta. Una squadra consegnata nelle mani di persone che nulla avevano da dividere con il calcio. Messi li per usarli come Capri Espiatori, e' concluso il diabolico piano, gli hanno dato il benservito

Ad Andrea Agnelli sono bastati 2 anni per assemblare e dirigere, una dirigenza capace di costruire una Squadra che ha rifatto la Storia, creato una struttura di beni immobili  modello, Rimesso a posto la fase finanziaria, e' vittoria dopo vittoria cammina spedita verso la Leggenda!

Al Binomio Agnelli-Juventus, gli Auguri di Buon Anniversario festeggiato con la conquista della terza Coppa Italia di fila, dodicesima della sua Storia!
Il Presidente Agnelli ed il Vice Presidente Nedved, con la Coppa vinta per il 3° anno di fila!
CONGRATULAZIONI!
Fino alla Fine.


giovedì, maggio 11, 2017

JUVENTUS, BASTA STARE ZITTI!!!

L’ultimo, ennesimo episodio con cui la frangia di giornalisti (!), supertifosi romanisti, e opinionisti che conducono o portano avanti le trasmissioni, anche storiche, sui canali più importanti ha voluto colpire l’immagine, la credibilità e l’onorabilità della Juventus é veramente ripugnante.

Alludiamo a quanto é stato detto in relazione al derby con il Torino di sabato scorso: fino alla sera del giorno dopo si é parlato per ore dell’espulsione ingiusta (secondo loro) di Acquah, provando a far passare la Juventus come la "solita" favorita da varie situazioni quando quest’anno l’hanno maltrattata da tutte le parti. Schifo, vergogna, ludibrio! A volte c’è da vergognarsi di far parte della categoria dei giornalisti.

E per parlarne si é sentita l’ira di Mihajlovic, il parere di Cairo e i presenti ad avvalorarne i ragionamenti. A parte che la deontologia professionale impone che quando viene accusata una squadra ci debba essere anche almeno un rappresentante di questa squadra ad illustrare le sue ragioni ed il suo parere, e non era stato, guarda un po’, invitato, ma nessuno si é sognato di dire che, intanto la Juventus, dopo aver avuto sei palle gol banalmente fallite e la sfortuna di aver colpito una traversa in avvio, ha pareggiato con una rete regolarissima di Higuain -
https://www.youtube.com/watch?v=SbIG5ac1B9Q (e non con un rigore fasullo come, invece, regalano in particolar modo ad un’altra avversaria)!

Che nel secondo tempo c’era un rigore non fischiato per fallo in area granata sullo stesso Higuain (immagini, ovviamente, non mostrate in nessun servizio), che nel derby di andata Mandzukic fu ammonito per un intervento identico a quello del ghanese e che nello stesso match di andata, sull’1-1, venne negato un clamoroso rigore (uno dei tanti...) alla Juventus per fallaccio di Castan su Lichtsteiner. - https://www.youtube.com/watch?v=39b1I5WkdWs

Insomma, Calciopoli non ha provocato effetti da Juventus "pulita e da stimare"; per tutti, a parte i tifosi bianconeri, é "ancora protetta e da odiare". E a proposito di Calciopoli, io che ho seguito il processo dall’inizio, un giorno sarebbe meglio dire tutta la verità.

Insomma, i tifosi juventini cominciano, giustamente, ad averne piene le tasche anche perché vedono, di fronte a reiterate e malcelate offese verso la squadra, l’inerzia della società bianconere che continua a subire e non replica mai, a rischio di vanificare le mire di una stagione vissuta da protagonista assoluta.

Perché, forse non lo hanno capito a Corso Galileo Ferraris, anche il discorso scudetto, finché non ci sarà la sicurezza matematica vorranno continuare a metterlo in dubbio coloro che finora non hanno permesso che già si materializzasse! E hanno sperato finora di poterlo rubare ai bianconeri.

L’undici juventino ha dominato il campionato dalla prima giornata, qualsiasi altra squadra (specie una...), con il vantaggio accumulato, non sarebbe stata osteggiata fino ad ora, in un periodo caldissimo dove, con lo scudetto già cucito sul petto (come avrebbe meritato se le cose fossero andate come DOVEVANO andare), avrebbe potuto gestire bene turn-over e quant’altro in vista di Champions e Coppa Italia. Invece, la Juventus é tenuta ancora sulla corda.

A proposito di Champions tutti questi pseudo-giornalisti cui accennavamo prima si sono fatti vedere interessati e speranzosi che la Juventus andasse avanti, ma solo perché sprecasse energie a favore di altri (che di scudetto non hanno mai sentito l’odore, da quando é cominciato il campionato), salvo poi, nel caso di finale (dove speriamo che i bianconeri vadano) fare un tifo infernale per il Real Madrid.

La Juventus é una gran fetta della storia del calcio italiano, non deve continuare a cadere in simili trabocchetti e a farsi calunniare. Per portare avanti chi, poi? La Roma. Se i giallorossi avessero giocato bene, se avessero meritato di contendere lo scudetto al Pipita e compagni li avremmo esaltati, come facemmo tre anni fa. Ma così no, ci sono anche, e almeno, Napoli, Lazio, Atalanta che hanno giocato molto meglio dei capitolini.

E’ da ottobre che stiamo scrivendo che c’era una strana aria, che sembrava che volessero tutti che fosse l’anno della Roma, che i favori si accumulavano e di torti neanche a parlarne, e i rigori crescevano... Fino ad ora 15 rigori (considerando anche quello con la Lazio all’andata dato, e poi fortunatamente fatto togliere dal segnalinee, con la palla fuori area...).

E’ record mondiale in tutti i campionati che si disputano sulla terra (quasi uno ogni due partite... e molti inesistenti) e metteteci anche i rigori non dati agli avversari, i gol irregolari segnati in fuorigioco o per spinte agli oppositori, a fronte solo di un paio di episodi sfavorevoli. Così é andata avanti la Roma e più tardi "posteremo" tutti questi episodi, partita per partita, invitandovi a verificarli fino a che sono sul web e prima che qualcuno pensi di toglierli. Prima di pareggiare tutti questi favori ci vorranno dieci campionati di torti contro i giallorossi...

Prendete anche l’incontro di ieri col Milan, vinto meritatamente contro una squadra messa in campo malissimo da Montella, senza carattere, senza opporre dinamismo e contrasti, con una Roma che non ha dovuto sudare o "sporcarsi la divisa", un po’ come era successo, in tempi recenti, con Pescara e Bologna.

Bene, anche lì, sull’1-0 é stato negato un clamoroso rigore al Milan mentre un altro lo hanno dato ai giallorossi per un fallo che c’era ma era molto meno evidente di quello non dato ai rossoneri. Ovviamente, il rigore che doveva essere pro Milan é letteralmente scomparso da tutti i servizi filmati. In radio, poi, si sono guardati bene dal parlarne. Se volete verificare la veridicità di quanto sto scrivendo andate su google: moviola di milan-roma. Insomma, parrebbe essere la Roma, la squadra italiana più salvaguardata in casa e fuori. Con tanti "portafortuna"...

La Juventus, invece, in testa sin dalla prima giornata ha avuto solo tre rigori (!!!) ed è stata svantaggiata in quasi tutte le partite perse o pareggiate; inoltre, ha dovuto combattere come se ogni partita fossero state dieci, per l’impegno e i tanti falli degli avversari, a volte oltre ogni limite del regolamento, e perché non le hanno assegnato tanti rigori sacrosanti.

Tremiamo a pensare chi potrà essere l’arbitro di Roma-Juventus e gli addizionali, i segnalinee, il quarto uomo e quelli delle altre due partite che, poi, mancheranno. Chi più chi meno hanno quasi tutti, i nostri fischietti, favorito con decisioni che andavano nel verso sbagliato i "ragazzi di Trigoria".

Vero é che, tornando all’ultimo Juventus-Torino Allegri non doveva tenere fuori, dall’undici di partenza, otto titolari; la partita era da vincere a tutti i costi. Ora squadra titolarissima contro la Roma, magari un paio lasciarli fuori col Monaco, ma é il momento di cominciare a "mordere la ciccia" per iniziare a conquistare qualcosa.

Alla fine ogni perplessità sarà stata eccessiva? Se lo augurano i milioni di tifosi juventini che quest’anno meritano di veder trionfare una squadra di gran lunga superiore a tutte le altre. E non soltanto in Italia.
E' DIETRO QUESTA MASCHERA... CHI SI NASCONDE?

Articolo di - Ugo Russo - 9-5-2017 -  http://www.juworld.net/articolo.asp?id=23185

venerdì, marzo 17, 2017

UNA PICCOLA LISTA DEGLI ERRORI/ORRORI ARBITRALI CONTRO LA JUVENTUS, DALLA PRIMA GIORNATA DI CAMPIONATO DEL 21 AGOSTO 2016 , A JUVENTUS MILAN DEL 10 MARZO 2017, TRATTA DALLE MOVIOLE DEI SUOI PIU' FEROCI NEMICI, QUINDI E' PACIFICO, CHE GLI "ERRORI/ORRORI" SIANO/SONO STATI "MINIMIZZATI" AL MASSIMO!

 Fabio Giambò - Contro le fake news: le moviole Juve dalla prima giornata

1.a giornata
Juve-Fiorentina 2-1, arbitro Massa

Sportmediaset: “Era rigore netto al 1′ della ripresa (risultato 0-0, nds), quando Gonzalo Rodriguez è entrato a gamba alta su Dybala, stendendolo in area. Massa si è anche “dimenticato” di un rosso a Tomovic (risultato 2-1, nds), duro in scivolata su Alex Sandro nel recupero”.
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3.a giornata
Juve-Sassuolo 3-1, arbitro Di Bello

Sportmediaset: “Al 56′ (risultato 3-1, nds) ci sarebbe un rigore per la Juve per un intervento di Gazzola su Pjanic, ma l’arbitro non vede il contatto”.
Il Corriere dello Sport: “Gazzola da dietro su Pjanic, non tocca mai il pallone: ci stava il rigore”.
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7.a giornata
Empoli-Juve 0-3, arbitro Mazzoleni

Il Corriere dello Sport: “Josè Mauri (già ammonito) che ferma in ripartenza Cuadrado se la cava (risultato 0-0, nds)“.
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9.a giornata
Milan-Juve 1-0, arbitro Rizzoli
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Sportmediaset: “Annullato un gol alla Juventus al 36′ del primo tempo (risultato 0-0, nds). Ma il gol, dunque, era regolare: Benatia non partecipa all’azione, Bonucci sì ma era in posizione assolutamente regolare”.
La Gazzetta dello Sport: “L’arbitro Rizzoli assegna inizialmente il gol ai bianconeri, poi lo annulla. Il motivo della decisione riguarda la posizione di Bonucci: il difensore juventino, però, parte in posizione regolare”.
Il Corriere dello Sport: “Non serve neanche discutere se Bonucci disturbi o meno Donnarumma, il centrale juventino è in gioco: il gol era valido”.
Sky Sport: “sulla punizione di Pjanic Bonucci è buono, Benatia no: l’unico che davvero disturba il portiere è Bonucci, partito però in posizione buona”.
 Il portiere scuola "milan" va ad intimidire l'arbitro di porta che se ne stava quieto per per la tremarella, e' il corrotto fischiettaro ligure, guarda verso la Tribuna e', forse, scorge i picciotti del Boss, e tremolante si mette la mano d'avanti alla bocca per impedire la lettura del labiale, e' rassicura il mariuolo salernitano: stai calmo che ci penso io. Chiama il corrotto discepoli (rizzoli!) dell'"infame arbitro (pierluigi collina!) piu' corrotto al mondo e fa annullare il gol!
 Ma il farabutto vicario era tranquillo, perche' sapeva che lo il corrotto arbitro di Mirandola avrebbe annullato, 
e' senza nessuna vergogna come il piu' infame dei ladri,
perche' nell'ultimo milan-Juventus, lo stesso cecchino (rizzoli) del fischietto, lo aveva fatto esultare alla stessa 
maniere con un rigore inventato, e' messo e messo in rete dal brasiliano Robinho 
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12.a giornata
Chievo-Juve 1-2, arbitro Valeri

La Gazzetta dello Sport: “roba da Var il rigore dato al Chievo perché solo al replay si capisce che il fallo di Lichtsteiner su Pellissier (partito in posizione regolare) avviene di poco fuori area (risultato 0-0, nds). In area del Chievo: rischia Spolli per l’entrata energica su Mandzukic, mentre nella ripresa Higuain preferisce continuare l’azione piuttosto che andare giù dopo la trattenuta irregolare di Dainelli”.
Il Corriere dello Sport: “Intervento di Spolli su Mandzukic, diretto e deliberato sull’uomo: da rigore. Dainelli (già ammonito) trattiene Higuain, che non cade: sarebbe stato rigore e sicuramente espulsione. Non c’è il rigore dato al Chievo (episodio da Var): il tocco ginocchio sinistro-piede destro di Lichtsteiner su Pellissier è fuori area”.
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14.a giornata
Genoa-Juve 3-1, arbitro Mazzoleni

Sportmediaset: “colpo di Ocampos su Mandzukic che protegge il pallone: l’intervento era da rigore (risultato 3-0, nds)“.
La Gazzetta dello Sport: “Mandzukic protegge un pallone in area, arriva Ocampos che lo travolge in modo ingenuo. Rigore evidente non dato alla Juve”.
Il Corriere dello Sport: “Alla Juventus manca un rigore: Mandzukic controlla il pallone e lo difende dall’arrivo di Ocampos, che lo colpisce con un’ancata, senza toccare il pallone”.
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15.a giornata Juve-Atalanta 3-1,Irrati

La Juventus, anche nel mirino del giudice sportivo: inibizione per Pavel Nedved e ammonizione con diffida per Fabio Paritici dopo la partita con l'Atalanta.
Come si legge sul comunicato della Lega Serie A, il vicepresidente bianconero è stato inibito fino al 12 dicembre 2016 per "avere proferito, al termine della gara, al rientro negli spogliatoi frasi offensive nei confronti del Direttore di gara". Per il direttore sportivo"per avere, negli spogliatoi assunto un atteggiamento irrispettoso nei confronti del Direttore di gara".

*Perche' 2 dei massimi dirigenti della Juventus dovrebbero offendere e mancare di rispetto ad un arbitro, dopo una partita vinta per 3-1? Forse i "Disinformatori"di Professione (i giornalisti!), non ce la [celAno] raccontano tutta?
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^-Coppa Italia  (11-1-2017)
Juventus-Atalanta 3-2,Giacomelli

17 Fallo da rgore abbastanza evidente di Toloi su Dybala in area bergamasca. Ci stava la concessione di un calcio di rigore per la Juventus e il giallo per il difensore atalantino.
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16.a giornata
Torino-Juve 1-3, arbitro Rocchi                                                                                                                                                                                                       
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17.a giornata                                                           
Juve-Roma 1-0, arbitro Orsato
Sportmediaset: “Manca un rigore per la Juventus, che nella ripresa (risultato 1-0, nds) si lamenta, a ragione, per un mancato fischio dopo un contatto tra Fazio e Mandzukic. Quello di Fazio è un intervento negligente: l’argentino colpisce, correndo, il croato, prima sulla gamba e poi sul piede. Era rigore”.
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Ottavi di finale, Coppa Italia
Juve-Atalanta 3-2, arbitro Giacomelli

Il Corriere dello Sport: “Sponda di Mandzukic per Dybala che dentro l’area viene fermato in tackle da Toloi, sembra rigore (risultato 0-0, nds) ma Giacomelli non è di questo avviso”.
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20.a giornata
Fiorentina-Juve 2-1, arbitro Banti

Sportmediaset: “Al minuto 37 Viola in vantaggio con Kalinic. L’assist è di Bernardeschi: la Juve protesta per un intervento a gamba tesa su Alex Sandro dello stesso Bernardeschi. Le immagini danno ragione ai bianconeri, Banti sbaglia a non fermare l’azione. Alla Juve manca un rigore quando al minuto 79 (risultato 2-1, n.d.s.) il passaggio a centro area di Pjaca viene intercettato con un braccio da Gonzalo Rodriguez: distanza e posizione del braccio dicono che l’intervento del difensore viola era da punire”.
La Gazzetta dello Sport: “Nella ripresa c’è un mani in area molto sospetto di Gonzalo sul tiro cross di Pjaca: braccio tenuto largo per quella che assomiglia a una parata. Fischiare rigore non sarebbe stato un errore”.
Il Corriere dello Sport: “33’ – Cross di Pjaca, Gonzalo Rodriguez davanti a lui tocca col braccio sinistro largo: ci stava il rigore. 34’ – Chiesa interviene su Alex Sandro da dietro, era già ammonito, poteva starci il secondo giallo”.
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21.a giornata
Juve-Lazio 2-0, arbitro Massa

La Gazzetta dello Sport: “Felipe Anderson tampona Pjaca: non un rigore solare (risultato 2-0, nds), ma se concesso…”.
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23.a giornata  - partita della>PIAGNUCOLADA
Juve-Inter 1-0, arbitro Rizzoli

Il Corriere dello Sport: “21’ – Fallo prolungato di Candreva su Dybala (risultato 0-0): rischia, era già ammonito”.
Sky Sport: ad inizio secondo tempo, sul punteggio di 1-0, Medel stoppa di mano una palla spiovente in anticipo su Cuadrado: “ci poteva stare rigore”.
 L'arbitro per fermare Higuain solo d'avanti al portiere, si inventa un fallo sul difensore che si scalcia da solo! 
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-18.a giornata (recupero)
Crotone-Juve 0-2, arbitro Valeri

La Gazzetta dello Sport: “fallo di Mesbah su Dybala: l’arbitro lascia correre ma dalle immagini il rigore ci poteva stare (risultato 0-0, nds)“.
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*Semifinale andata, Coppa Italia*
Juve-Napoli 3-1, arbitro Valeri

Sportmediaset: “Strinic allarga un braccio in area per sbilanciare Dybala, lanciato verso la porta di Reina (risultato 0-0, nds). Il contatto c’è, non è particolarmente violento ma basta probabilmente a dare fastidio all’argentino. Decisione al limite, Valeri non fischia. Ma il terzino croato rischia grosso”.
Il Corriere dello Sport: “Bonucci lancia Dybala partito regolare, dentro l’area, in velocità, Strinic in ritardo lo spinge con il braccio sinistro. Di per sé, la spinta non sarebbe neanche clamorosa, ma certo arrivata in velocità, mentre l’argentino si sta coordinando per il tiro, tanto basta per sbilanciarlo. Una decisione che è davvero al limite”.
https://www.youtube.com/watch?v=wfiXt8yl9T8
https://www.youtube.com/watch?v=BERLAeaY4V0
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 27.a giornata
Udinese-Juve 1-1, arbitro Damato

Sportmediaset: “Al 20′ (risultato 0-0, nds) manca un rigore alla Juve per un colpo al volto di Samir su Dani Alves. Damato fischia invece un fallo a favore dell’Udinese. Sempre nell’area dei friulani un doppio episodio dubbio: prima una trattenuta su Dybala, poi sul proseguimento dell’azione un fallo di mano di Samir su cross di Dani Alves”.
Il Corriere dello Sport: “Scontro aereo in area dell’Udinese fra Samir e Dani Alves, il primo allarga il braccio sinistro e colpisce il secondo in faccia. Manca un rigore alla Juve, abbraccio di Felipe su Dybala. Rischia il doppio giallo Hallfredsson, quando entra in ritardo su Dybala”.
La Gazzetta dello Sport: “Si poteva dare il penalty alla Juve quando al 20’ Samir rifila una sbracciata/gomitata a Dani Alves. Infine rischia moltissimo Hallfredsson: già ammonito, interviene in modo scomposto su Dani Alves. Ci stava il secondo giallo”.
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28.a giornata - (10 marzo 2017)
Juve-Milan 2-1, arbitro Massa

Sportmediaset: “intervento di Zapata su Dybala nell’area rossonera. Massa lascia proseguire, ma il difensore del Milan colpisce l’argentino (episodio sullo 0-0, nds). Era rigore. Sul pareggio di Bacca il colombiano è in fuorigioco”.
La Gazzetta dello Sport: “il fischietto ligure si è perso un rigore netto in favore dei bianconeri (Zapata su Dybala). Di pochissimo irregolare (una scarpa) il gol di Bacca”.
Il Corriere dello Sport: “8’ – Manca un rigore alla Juventus: Zapata, con il destro, aggancia il destro di Dybala in area. 32’ – Massa grazia Pasalic dal secondo giallo: l’entrata su Dani Alves è molto dura.43’ – Bacca ha un piede in off side sull’azione del gol”.
MA PER IL BUNGA-BUNGA ALLA SUA ETA, IL DEPRAVATO USA QUESTA CAPOCCHIA?' 
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Riassumiamo tutto con uno specchietto che faccia risaltare subito qual è lo score che viene fuori da tale raccolta:
  2 gol irregolari convalidati agli avversari
  7 espulsioni mancanti agli avversari
 1 gol regolare non concesso
16 rigori non concessi 

A questo punto della storia, cari amici non-juventini, siete ancora sicuri che sia il caso di continuare con le vostre
lamentele? Siete proprio convinti che la moviola in campo sia la soluzione dei vostri mali? Il buon senso e la decenza lascerebbero intendere che sarebbe meglio fare un passettino indietro: fateci sapere che intenzioni avete, noi siamo sempre qui, oggi molto più vigili rispetto al 1998, molto più attivi rispetto al 2006, non si lascia cadere a terra neanche una mollichina. (13 marzo 2017)
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Un po dei su citati, anche immortalati
 

martedì, ottobre 25, 2016

JUVENTUS - 25 OTTOBRE 2016 - ASSEMBLEA AZIONISTI - CON DISCORSO DEL PRESIDENTE ANDREA AGNELLI


Il discorso del Presidente Agnelli agli azionisti

discorso integrale del presidente bianconero Andrea Agnelli agli azionisti:
Gentili Azionisti, buongiorno.
In una giornata come quella di oggi, in cui approviamo i dati relativi al 2015-2016, non ci vogliamo nascondere. Siamo estremamente orgogliosi di quanto abbiamo fatto: davanti al podio ci sono le cinque Coppe degli Scudetti che abbiamo conquistato in questi anni e che ci hanno permesso di scrivere una pagina importante della storia ultracentenaria della Juventus.
Un pensiero va a quei giocatori che sono scesi in campo, con la voglia e con la determinazione di vincere per cinque anni consecutivi: parlo del Capitano Gianluigi Buffon, di Chiellini, di Marchisio, di Barzagli, di Bonucci, di Padoin, di Lichtsteiner e di Caceres, gli otto giocatori che hanno conquistato questi cinque Scudetti.
Un pensiero va anche e soprattutto all’Area Tecnica e all’Area Sportiva, all’Amministratore Delegato Giuseppe Marotta, al Vicepresidente Pavel Nedved e al nostro Direttore Sportivo, che vive un po’ nell’ombra ma è sicuramente molto efficace, Fabio Paratici.
Da parte mia un ringraziamento va anche a tutte le donne e a tutti gli uomini della Juventus che erano qui nel maggio del 2010 e hanno vissuto quel primo anno così difficile, per poi gioire in quelli successivi, e anche a tutte le donne e gli uomini che ci hanno raggiunto negli ultimi cinque anni e che ci hanno aiutato a raggiungere questi straordinari risultati. Un applauso va soprattutto alla gente che lavora nell’ombra, ma che è determinante per raggiungere i nostri risultati.
La Juventus ha una missione, vivere per il successo, e le Coppe qui davanti una volta di più lo testimoniano; credo che la cosa più importante non sia vivere dei successi conseguiti, ma viver per il prossimo, il più bello e più difficile da raggiungere.
Ma quali sono le sfide che abbiamo davanti a noi per raggiungere i prossimi successi?
Credo che il calcio abbia l'enorme privilegio di vivere un continuo sviluppo. Ci sono alcuni macro-dati che devono far riflettere; il calcio professionistico europeo negli ultimi quattro anni ha avuto una crescita del +25%, contro un GDP europeo dello 0,7%.

Altri dati sono utili per capire il contesto in cui viviamo e penso al mercato dei diritti televisivi. In Premier League hanno avuto un incremento del 71%; nella Liga spagnola, un incremento del 50% cumulativo e il 25% anno su anno; la Bundesliga è uscita in questo momento con un risultato di +83%.
Se prendiamo le principali sponsorizzazioni, il Main sponsor sulla maglia e il Technical sponsor, i numeri aggregati ci dicono che a rinnovo i principali Club europei hanno avuto mediamente,un incremento del 75% per quanto riguarda il Jersey sponsor e un incremento medio dello sponsor tecnico del 75%.
Sono numeri incredibili che ci danno però l'idea di quanta sia la passione che ruota intorno al calcio. In questo contesto macroeconomico vanno fatte un paio di riflessioni, relative a due fenomeni che stiamo vivendo , a est e a ovest dell’Europa.
A est non possiamo che parlare della Cina, che ha deciso prepotentemente di investire nel calcio, sia a livello domestico che internazionale. Se pensiamo al livello domestico, notiamo che il calcio è entrato in tutte le scuole e l'obiettivo della Cina è qualificarsi ai Mondiali, ospitarli e vincerli.
I cinesi hanno individuato nel calcio uno strumento per la crescita del loro Paese. Ci sono poi gli investimenti che stanno compiendo soprattutto a livello europeo e internazionale (pensiamo a Wanda e Infront, la principale agenzia mondiale), e gli investimenti diretti, di maggioranza o di minoranza, all'interno di alcuni dei principali brand europei, come il Manchester City, l'Atletico Madrid, l'Inter, l'Olympique Lyonnais o il Milan.
Guardando a ovest, come abbiamo sempre fatto con attenzione negli anni, i numeri che oggi la MLS americana sta sviluppando, devono fare riflettere: oggi i diritti televisivi dell'MLS valgono circa 600 milioni di dollari all'anno. Una cifra che inizia ad essere paragonabile ad alcune delle principali leghe europee.
In Europa invece, il fenomeno che dobbiamo notare è la progressiva polarizzazione che si sta formando all'interno dei principali Club europei.
Vi fornisco dati del 2014/15, che ci sono stati consegnati dall'Uefa in occasione di uno degli incontri sul Financial Fairplay: abbiamo in questo momento 8 Club che fatturano più di 400 milioni; due Club che fatturano tra i 3 e i 400 milioni, e siamo noi il Liverpool; quattro che fatturano tra i 200 e i 300 milioni e dieci che fatturano dai 150 ai 200 milioni.
I principali Club stanno prendendo il largo sempre di più e noi siamo lì, un po' nella terra di nessuno, a metà strada tra “l’ultimo vagone di prima classe” o “il primo vagone di seconda classe”. C’è effettivamente un rischio per la Juventus in questo momento: quello di essere intrappolati nel mezzo.
Se pensiamo ai principali club che dominano questa classifica, il Real Madrid e il Barcellona, hanno recentemente annunciato un investimento complessivo, di un miliardo di euro per il Bernabeu e il Camp Nou.
Ecco, questo è il contesto in cui viviamo e dove ci troviamo in questo momento. Credo sia utile fare una riflessione sul percorso degli ultimi cinque anni e su come ci siamo strutturati.
I dati sono significativi dello sforzo della Società. Penso al primo anno della mia presidenza e ai dati di bilancio che vi chiederemo di approvare tra qualche minuto. I ricavi totali sono passati da 172 milioni ai 388 che vi presentiamo oggi; l'Ebitda operativo, ovvero al netto delle plusvalenze, è passato da meno 26 milioni a più 52 milioni; e il risultato netto, da meno 95 milioni a 4 milioni di utile (con i 2 milioni di utile dell'anno prossimo). Quindi la Società ha avuto una crescita significativa che ci ha permesso e ci permette tutt'oggi di ambire a vincere tutte le competizioni alle quali partecipiamo e di avere una rosa di prim'ordine.
La mia visione sulla gestione di una squadra professionistica di alto livello non è cambiata: da un lato c'è la parte sportiva, che è assolutamente prioritaria. I risultati sportivi sono anche figli di una programmazione ambiziosa. Quando siamo entrati in Champions League qualche anno fa lo abbiamo fatto in punta di piedi, sicuramente la determinazione e la consapevolezza di oggi sono diverse rispetto a quelle di quattro o cinque anni fa e i risultati lo testimoniano. La finale con il Barcellona di due anni fa o gli ottavi di finale con il Bayern dell'anno scorso sono un'ulteriore dimostrazione della consapevolezza a livello europeo della squadra. Tra l'altro Juventus-Bayern e Bayern-Juventus sono state, dopo la finale di Champions League, le partite più viste in Cina.
Da un punto di vista dei ricavi la struttura che abbiamo impostato oggi è solida e ha degli obiettivi molto precisi nello sviluppo delle tre aree: Global Partnership e Corporate Revenues, Brand Retail and Licensing, Digital Marketing & Cost e CRM, affidate rispettivamente a Giorgio Ricci, Silvio Vigato e Federico Palomba.
Inoltre l'area servizi, guidata da Aldo Mazzia, vanta professionisti di primo livello, che operano affinché la prima squadra possa svolgere al massimo il suo lavoro e l'area dei ricavi abbia tutto il sostegno necessario. Penso quindi alle Risorse Umane, penso alla I.T., penso alla Funzione Acquisti, penso a Finance e penso a Real Estate, che oggi è impegnata in un progetto estremamente importante: il J|Village, dove dal primo luglio dell'anno prossimo si sposteranno la sede e il centro di allenamento della Prima Squadra e che oggi si associa a agli sviluppi recenti del J|Museum, del J|Medical e del J|College. Ecco come siamo strutturati per le sfide del domani. Ma quali sono queste sfide?
Per la Juventus sono chiaramente continuare a vincere e continuare a eccellere, sia in Italia che in Europa. Da questo punto di vista è importante è avere ben presenti i nostri termini di paragone, i nostri benchmark, ovvero i Club della Premier League,della Liga e della Bundesliga. Penso alla Premier League, che ha saputo sviluppare un marchio straordinario e vede, nelle sue fila, club che oggi hanno sulla maglia sponsor che neanche operano sul territorio europeo, tanta è la visibilità della Premier sui mercati asiatici e sui mercati globali.
Quando penso alla Spagna penso a due dei principali brand al mondo, il Real Madrid e il Barcellona, ma penso anche alla tutela di cui questi due club hanno goduto, sia da parte istituzioni politiche, che da parte delle istituzioni sportive. Nel passaggio dai diritti soggettivi a quelli collettivi, i valori dei ricavi delle due società, per regolamento, sono stati rimasti invariati.
Quando noi siamo passati dal soggettivo al collettivo, non solo la Juventus, ma anche il Milan e l'Inter, hanno lasciato per strada risorse economiche.
Quando penso alla Germania, penso al Bayern Monaco e penso alla Bavaria: spesso mi avete sentito dire quanto sia importante avere alle spalle una regione che investe sulle proprie eccellenze. Ecco, il Bayern può effettivamente godere di questa regione: una regione forte con un GDP pro capite di 37 mila euro, una disoccupazione bassissima, sede delle principali multinazionali tedesche che investono nel club (addirittura alcune di esse sono nel suo azionariato). Quando guardo l'Italia penso a grandi realtà, ENEL, ENI, che neanche investono nel calcio.
Ci sono poi due marchi il PSG e il Manchester City, che hanno avuto una crescita molto rapida negli ultimi anni, dovuta anche a una serie di accordi con i rispettivi Paesi di origine dei loro azionisti. Si tratta però di due Club estremamente ben gestiti, sia da un punto di vista sportivo che da un punto di vista commerciale, e che oggi sono delle realtà reali con le quali dobbiamo competere.
Questi i nostri benchmark, lo erano quattro o cinque anni fa e lo sono tutt'oggi.
Il lavoro di questi anni è stato importante da parte degli uomini della Juventus e ha permesso di creare leve aziendali che iniziano a dare frutti. Penso all'individuazione di nuovi mercati e di nuovi target. Oggi come oggi i due mercati principali strategici sono la Cina da un lato e l'America. 
Sulla Cina abbiamo operato in maniera continua e costante a partire dalla Supercoppa di Shanghai dell'anno scorso: vi abbiamo portato le nostre Legends a giocare una partita, l'abbiamo inserita nel nostro tour estivo, abbiamo sviluppato accordi con i digital locali e con TMall. Alcuni frutti sono già visibili nel bilancio di quest'anno, e dovrebbero essere ancora più evidenti in quello del prossimo anno.
Altrettanto importante è l'individuazione di nuovi target e non solo il tifoso classico. Penso ai millennials, penso alle donne, penso alle famiglie e penso ai bambini. L'accordo con Chicco di questi giorni è estremamente importante e ha visto una delle più grandi aziende di prodotti per bambini associarsi a un brand calcistico: qualcosa di assolutamente inimmaginabile fino a qualche tempo fa.
Penso alla figura di Jay, che promuove il nostro marchio verso i bambini. Jay è un esercizio di grandissimo successo e domani, inaugurerà, insieme a Paulo Dybala, la sua casa di 60 metri quadri nel Settore Est dello stadio.
Queste attività sono realtà estremamente importanti nello sviluppo e nella crescita del brand.
Penso all’attività digitale e all’accordo che è stato recentemente firmato per la creazione di Dugout insieme ad alcuni dei principali club europei. Dugout è una piattaforma di contenuti esclusivi “behind the scenes”, dietro le quinte, che partirà a inizio di novembre. Per la prima volta abbiamo assistito una vera ed effettiva cooperazione tra i principali club europei per riunirsi in un esercizio commerciale congiunto che ci vede partner a tutti gli effetti, in quanto l’equity della Società è stato diviso tra i club.
La parte di Retail e License sta incominciando a sviluppare numeri importanti, così come le Academies che vengono lanciate sia in Italia che all’estero, con finalità tattiche che strategiche.
Il piano che abbiamo già incominciato a elaborare all’interno della Società per il prossimo quadriennio ha delle potenzialità significative e mi fa pensare con fiducia che nei prossimi due o tre anni la Juventus manterrà una posizione di competitività sia nazionale che internazionale.
Tutto questo per quanto riguarda la parte dei ricavi diretti. Ma la Juventus vive anche di una fortissima parte di ricavi gestiti indirettamente, attraverso i diritti televisivi che vengono sviluppati dalla UEFA e dalla Serie A.
Nell’interesse di tutti è stato raggiunto un accordo tra la UEFA e i club che ha portato degli aspetti positivi e di crescita per la manifestazione, ma che lascia ancora diversi spunti riguardo le competizioni del futuro.
Alcuni dati sono estremamente significativi: il mondo ha circa 2,2 miliardi di appassionati di sport o di tifosi di sport; di questi, 1,6 miliardi sono appassionati di calcio e 150 milioni sono appassionati di football americano. I due principali eventi al mondo, con cadenza annuale, sono la finale di Champions League e il Superbowl dell’NFL. Quando guardiamo i dati di audience di quest’ultimo evento, vediamo che l’audience della finale di Champions League è di circa 180 milioni contro i 140 milioni di audience del Superbowl. Quello che deve fare riflettere però è che, a fronte di una supremazia sull’atto conclusivo delle due manifestazioni, oggi la Champions League fattura circa 2,4 miliardi di euro, mentre l’NFL circa 7 miliardi di dollari, circa 5 miliardi di euro: il doppio, a fronte di un evento conclusivo inferiore e a fronte di un bacino di utenza che è circa un decimo di quello del calcio.
A noi piace pensare che la Champions League abbia una dimensione globale, ma che quando ne analizziamo i dati vediamo che è ancora una manifestazione europea, sia per quanto riguarda la composizione del fatturato dei diritti della competizione stessa (il 75–80% sono europei e il restante 20% sono globali), sia per la fruibilità del prodotto stesso, che si gioca al martedì e al mercoledì sera alle 20.45, quando in America stanno lavorando o quando in Asia stanno dormendo.
L’accordo che è stato raggiunto con la UEFA ha quindi visto alcune modifiche, da un lato di governance, da un lato sulla competizione: siamo riusciti a splittare i kick off in due orari, alle 18.30 e alle 20.45, come da orario tradizionale; abbiamo una nuova distribuzione del fatturato che vede il market pool diminuire e vede l’inserimento di una quota per il ranking delle società; un’access list modificata che dà la priorità alle quattro principali federazioni ai primi quattro posti del ranking UEFA, qe che corrispondono ai Paesi che maggiormente investono nella competizione stessa.
Si tratta sicuramente di un cambiamento, ma altre riflessioni sono possibili.
Per quanto riguarda i diritti televisivi italiani, nell’ultimo ciclo i diritti della Serie A sono cresciuti solo del 20%; una cifra comunque significativa, ma che ci vede andare a una velocità ridotta rispetto ai principali campionati europei. La Liga, per esempio, sviluppa 3,6 volte i diritti internazionali italiani, che, ricordo, sono circa 170 milioni per un circa 600 milioni della Liga.
L’attenzione che questo campionato dà ai mercati globali è dimostrata dal “Classico” che verrà giocato a inizio dicembre con calcio d’inizio alle 16 e non alle tradizionali 22 spagnole. Questo farà si che la partita verrà vista sia da tutto il bacino americano, dalla costa est alla costa ovest, sia a tutta l’Asia.
Per quanto riguarda l’Italia, stiamo finalizzando le linee guida e probabilmente andremo sul mercato tra la primavera e l’estate. Sicuramente la Serie A in questo momento deve fare alcune riflessioni riguardo alla valorizzazione del prodotto, ma anche riguardo alla sua distribuzione. Se la Premier League è la prima della classe in questo momento lo deve anche alla distribuzione che ha avuto negli ultimi 20–25 anni, duranti i quali ci sono stati anche accordi di distribuzione gratuita, che hanno permesso di creare un bacino di utenza, monetizzato in un secondo momento in una maniera più che significativa. Tutto questo riguarda i nostri ricavi indiretti.
Abbiamo davanti a noi sfide estremamente interessanti e importanti.Potenzialmente siamo all’inizio di una nuova primavera, se analizzeremo e affronteremo le problematiche del calcio nella sua globalità.
Il sistema ha bisogno di stabilità. Qual è o quali sono le partite dal maggior valore economico? Il playoff della Championship, che qualifica una squadra in Premier League, permette di guadagnare a chi vince quella partita circa 150 milioni.
Lo stesso discorso vale anche per la nostra Serie B: chi vince lo spareggio del playoff della Serie B, accede ai diritti della Serie A, circa 35–40 milioni, come squadra neopromossa; l'eventuale retrocessione nell'anno successivo porta nelle casse altri 15-20 milioni, in base a una serie di parametri. Questo significa che il playoff della Serie B vale circa 50-60 milioni.
Le partite a maggior valore economico sono dunque potenzialmente quelle con la minor audience televisiva. Questa è un'incongruenza ed è anche il simbolo dell'instabilità del sistema e dell'incapacità da parte della quasi intera filiera dei club di investire responsabilmente. Tutti noi vogliamo proteggerci dal rischio sportivo: chi ambisce a vincere un campionato, chi a salire di categoria, chi a entrare in Europa League, o in Champions League... Non pensiamo solo ed esclusivamente all'Italia, all'Inghilterra o alla Spagna, ma anche al Belgio, all'Olanda e al Portogallo.
I Club che partecipano a queste leghe hanno ricavi sicuramente inferiori dai loro mercati domestici, e per loro partecipare o meno all'Europa League, non alla Champions League, porta dei significativi vantaggi nel conto economico delle società. Per tutelarci e raggiungere i risultati cui ambiamo, destiniamo spesso i maggiori investimenti ai calciatori, e questo non permette alle società di operare con la razionalità di un'impresa e di investire nei settori giovanili, nelle infrastrutture o in tutte quelle altre serie di attività o servizi che sarebbero funzionali alla crescita del valore patrimoniale. Questo è anche figlio di un financial fairplay, che vede tutta la sua attenzione sul conto economico e non sullo stato patrimoniale, quindi non sulla creazione del valore a medio e lungo periodo, ma sull'equilibrio del breve, anzi, brevissimo, termine.
Abbiamo quindi, sia a livello nazionale che a livello internazionale, straordinarie riflessioni da fare in questo momento. L'accordo raggiunto per la revisione del formato della Champions League ha portato con sé un accordo dell'ECA con la UEFA, che ha rivisto il Memorandum of understanding e ci vedrà attori a fianco della UEFA nella costituenda Club Competition AC per la cogestione delle due principali competizioni. Competizioni che verranno disegnate da due gruppi di lavoro che operano in seno al Club Competition Committee dell'UEFA nell'arco del 2017 e che dovranno definire il formato della Champions e dell'Europa League per il ciclo 2021-24.
L'UEFA oggi ha una nuova leadership in Aleksander Ceferin e il segretario generale Theodore Theodoridis, con i quali il dialogo è aperto, continuo, e costruttivo e alcuni dei temi cui sto facendo riferimento adesso sono già stati figli di alcune riflessioni in incontri personali avuti con loro.
E con loro mi sono permesso una riflessione: oggi come oggi le Federazioni, a che cosa dovrebbero ambire, visto che hanno un marchio come la Champions League in mano? Dal mio punto di vista dovrebbero ambire a farla diventare la principale manifestazione al mondo, per i ricavi commerciali, per audience globale e, ed è la parte più importante, per l'imprevedibilità del risultato sportivo.
Inoltre, visto che il calcio di domani è figlio della promozione del calcio che facciamo oggi, dobbiamo aspirare al fatto che ogni bambino, in ogni paese d'Europa, giochi a pallone. In questo momento ci sono Federazioni più “aggressive” verso il reclutamento dei bambini. Federazioni che si fanno avanti come portatrici di valori più sani del calcio: penso al rugby, che molti bambini stanno iniziando a giocare.
Riguardo all'Italia in questi anni ci siano state diverse riflessioni da parte mia su sulle necessità del nostro Paese: gli impianti sportivi, le seconde squadre, penso la riforma dei campionati, che ancora oggi è sull'agenda politica del Presidente federale. Mi fa piacere iniziare a leggere una serie di interviste di alcuni miei colleghi che incominciano a porre l'attenzione su questi temi. L'auspicio è di non essere non solo una voce fuori dal coro, ma invece mi auguro che il coro, cantando unito, possa effettivamente apportare queste riforme che sono fondamentali.
Per concludere: i club, sia in Europa che in Italia, devono intensificare il dialogo, non in quanto portatori di singoli interessi, ma in quanto leva e traino per tutto il calcio. Sono i club che generano l'interesse quotidiano da parte dei tifosi. Il calcio non si deve dimenticare, della sua attività base né di essere fondato su una piramide aperta, che regala ad ogni club il sogno di poter vincere ogni competizione. Questo sogno si nutre attraverso il principio della solidarietà, una parola che sta a cuore a chiunque opera nel calcio. Ma la solidarietà, ancorché fondamentale, non deve essere prioritaria, perché non deve diventare sostentamento. La priorità deve essere la capacità di visione e la capacità di innovare, sia in Italia che in Europa.
Non bisogna avere il timore di cambiare nell'interesse del calcio.
Grazie.